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A Crowded Apocalypse | IO COSE

A Crowded Apocalypse sono un video e una serie di fotografie che documentano un’operazione complessa, dai tratti volutamente surreali. IO COSE, partendo come spesso fanno dall’analisi del rapporto tra uomo e tecnologia, sono ricorsi a Mechanical Turk, una piattaforma ideata da Amazon, che permette di utilizzare la forza lavoro del crowd per far svolgere dietro compenso, piccoli compiti. Catalogare informazioni e immagini, inserire dati, selezionare materiali. Le azioni da compiere sono chiamate hit (human intelligence tasks) e sono spesso molto semplici. Tuttavia, sono impossibili da affidare a una macchina perché basate su abilità tipicamente umane.

IOCOSE hanno utilizzato il crowdsourcing, però, per uno scopo molto particolare, ossia la costruzione di teorie cospirazioniste, piani misteriosi e mai completamente verificabili. I lavoratori, inconsapevoli, sono stati assodati in varie parti del mondo, con il compito di effettuare gesti che sembrano rimandare a teorie cospirazioniste, arrivando fino a protestare per strada con enigmatici cartelli che riportano scritte e simboli incomprensibili. Ognuno per proprio conto, nella propria strada, completamente all’oscuro del piano finale (in questo caso l’opera d’arte) compie un gesto di per sé insignificante, ma che nell’insieme porta verso un risultato potenzialmente distruttivo. Con A Crowded Apocalypse gli artisti hanno voluto mettere in scena queste forze invisibili sottese alle nostre paranoie, cosi come al crowdsourcing. Questa messa in scena dai tratti surreali vuole far riflettere sui rischi dell’“atomizzazione” odierna del lavoro.

L’opera A Crowded Apocalypse, oltre ad aver fatto parte della mostra Twist in the Tail – allestita in Metronom (2014), è ora esposta presso la Photographers’ Gallery di Londra, in occasione dell’esposizione collettiva All I Know Is What’s On The Internet.

Immagine: A Crowded Apocalypse, video still, 2012
© IOCOSE