Annabel Elgar

A Metronom, Modena, ha recentemente inaugurato Through the Looking Glass, mostra nella quale tu, Annabel, hai presentato il tuo nuovo progetto Cheating the Moon. Ci puoi dire qualcosa del lavoro? Qual è l’idea alla base e come l’hai poi sviluppata?

Annabel Elgar: Il mio progetto Cheating the Moon ha come punto di partenza le Goodwill Moon Rocks delle missioni Apollo, rubate e mai più ritrovate, che sono state offerte in dono a diversi paesi nel mondo durante la presidenza di Richard Nixon. In totale, di 180 dei 270 frammenti di rocce lunari originali sono andati perduti. Il progetto fotografico, che è ancora in corso, mostra una narrazione dei ritrovamenti di alcune rocce tratti da fonti reali e fittizie, tra cui è difficile fare una distinzione. Mentre portavo avanti la mia ricerca su questo tema ho scoperto che nasconde una storia ricca e complessa, fatta di episodi in cui spesso i falsi venivano presentati come veri frammenti, e in cui si sono susseguiti vari passaggi di mano in mano dei campioni originali.

Un aspetto molto interessante dei tuoi progetti è la ricerca che sta alla base dei lavori stessi. In che modo la documentazione iniziale di fatti reali si tramuta poi nella costruzione di una scena vera e propria? Possiamo vedere questo processo anche come un riferimento all’idea di fotografia come prova tangibile di eventi realmente avvenuti?

AE: Il mio lavoro si colloca su quella linea di confine tra il fatto reale e quello fittizio, e per me è proprio questa indistinguibile qualità l’elemento di maggior interesse. Cheating the Moon nello specifico è un racconto fittizio che si è venuto a formare da una particolare serie di eventi storici che a loro volta presentavano elementi non veri; la sfida era quindi trovare il modo di rendere tale materiale dal punto di vista artistico, e in particolare in una serie fotografica che, se da un lato diventa un falso documentario, dall’altro ricalca comunque degli avvenimenti realmente avvenuti. Come succede in molti miei progetti, anche in questo caso la realizzazione delle fotografie si è sviluppata di pari passo con la creazione dei dettagli e degli oggetti, fatti a mano, che si vedono in ognuna delle scene che compongono le immagini.

Vorrei sapere di più del processo di creazione dei tuoi lavori dal punto di vista pratico. Tu realizzi, infatti, la maggior parte degli oggetti che compongono le tue scene; l’unione e la coesistenza di diversi materiali e mezzi artistici, come la fotografia e la scultura, è un requisito essenziale dei tuoi progetti?

AE: Il processo di creazione del lavoro è sempre piuttosto prolisso e, di solito, ha origine in uno spazio completamente vuoto che a poco a poco si trasforma in un palco che darà poi vita alla scena vera e propria. Come anticipavo poco fa, capire quali dettagli e oggetti dovranno abitare lo spazio a disposizione, come essi potrebbero essere costruiti o come potrei rimediarli altrove, e come dovranno poi interagire tra di loro sono tutte decisioni che solitamente hanno un grande ruolo nel procedimento di realizzazione dell’immagine che ho in mente. Tutto questo potrebbe risultare anche eccessivamente pianificato, eppure ogni volta che scatto la fotografia finale appare sempre qualche dettaglio imprevisto che mi fa spesso cambiare idea rispetto al progetto iniziale, diventando poi parte a tutti gli effetti dell’immagine finita.

Annabel Elgar (Londra, 1971) Vive e lavora a Londra. Ha conseguito il Master of Arts in Fotografia al Royal College of Art e il suo lavoro è comparso in numerose mostre internazionali e in diverse pubblicazioni. Le mostre recenti a cui ha partecipato includono Fotografia contemporanea dell’Europa Nord-Occidentale presso Fondazione Fotografia a Modena, Theatres of the Real al FotoMuseum di Anversa, una retrospettiva al Museum of New Art a Detroit (2008), una mostra personale presso The Wapping Project Bankside Gallery a Londra (2010) e Interludio presso Metronom, Modena (2011). L’artista ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, presso importanti istituzioni, tra cui quelle ad apexart, New York; Zephyr, Raum für Fotografie, Mannheim, The Wapping Project Bankside and the Wapping Project, London e the Belfast Photo Festival. Annabel Elgar è una delle otto nominate per l’edizione 2014 – 2015 del Prix Elysée.

Annabel Elgar, Specimen found in the trophy cupboard of Fristad Fly Fishing Club, Sweden, 2014.

© Annabel Elgar 2014.