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Cheating the Moon | Annabel Elgar

Uno dei miti generati dalla Missione lunare Apollo è la sua supposta costruzione / invenzione. Che il ‘grande passo per l’umanità’ fosse una truffa ben costruita da parte della NASA e di altre organizzazioni è ormai una ipotesi comune: ipotesi che permea molte delle ‘teorie del complotto lunare’ in tutto il mondo. Per questo forse non è così strano che all’interno di qualsiasi contesto di ‘autentica’ evidenza, ci sia un’interruzione dovuta ad una reazione spuria. Prendendo atto di questo, il mio progetto Cheating the Moon, prende come punto di partenza le rocce lunari provenienti dalla Missione Apollo 11 e 17, che risultano ad oggi rubate o mancanti. Delle 270 ‘moon rocks’ che erano state donate alle nazioni dall’amministrazione Nixon poco dopo la spedizione, circa 180 sono attualmente scomparse. Tra quelle che restano, oltre quelle rinvenute da ricercatori e collezionisti, una cultura di contrabbando e ladrocinio ha preso il sopravvento. Nel 1998 una operazione federale sotto copertura, chiamata Operation Lunar Eclipse, è stata creata per identificare e arrestare individui che vendevano false pietre e polvere lunare.

Sotto gli auspici di una operazione così delicata, il mio progetto presenta un archivio di ritrovamenti di pietre lunari, che si riferisce sia a fonti reali che fittizie, dove comprendere quale sia reale e quale derivata diventa complesso. In parallelo con la corruzione che ha pervaso la distribuzione delle rocce, la scivolosa natura della verità conquista un posto nei vari luoghi e contesti che creano questa serie.

(Dal testo scritto dall’artista in occasione della nomination al Prix Elysée 2014)

Cover image: Annabel Elgar, Napa County, California, USA. A moon rock gifted to the Rijksmuseum, Netherlands, transpired to be a piece of pertrified wood, 2014
C-type photographic print, 40 x 50 cm