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Line #smudge | Kenta Cobayashi

Oscillazione e metamorfosi sono il binario sul quale Kenta Cobayashi combatte ogni convenzione sulla fissità della fotografia. L’artista si appropria del mezzo fotografico per dimostrare la densità e la profondità del digitale: le azioni, i ‘clic’, di Cobayashi sulla superficie dell’immagine danno corpo a concetti altrimenti immateriali come tempo e spazio. Le alterazioni cromatiche della serie #smudge sono da leggersi come stratificazioni temporali e, soprattutto, come prove di spessore spaziale che rendono la fotografia di Cobayashi tutt’altro che bidimensionale.

Come in un’incisione, le interferenze grafiche sono create tramite un punta, in questo caso il cursore del mouse, ed estendono i dati del colore incorporato nel quadrato di bitmap – l’unità di base di un’immagine, fino a perdere quasi completamente l’origine cromatica del segno. Ogni ripresa fotografica può dare vita a una quantità potenzialmente infinita di varianti, in un processo di costante rimodulazione della realtà.

Kenta Cobayashi definisce la propria ricerca artistica sul confine tra fisico e digitale in una “estetica del pixel” che, attraverso la manipolazioni, lo scarto e la divergenza mima la trasmissione digitale dei dati attraverso la rete in un processo che diventa allo stesso tempo atto ed esito formale della produzione dell’opera d’arte.

 

Kenta Cobayashi, Line #smudge, 2017

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©L’artista

13/11/2020