La pratica artistica di Rodrigo Hernández (Città del Messico, 1983) si sviluppa a partire da elementi apparentemente semplici e rigorosi, come forme geometriche, linee rette e curve, che si intrecciano progressivamente fino a generare immagini più complesse e stratificate. Le sue composizioni spesso superano i confini della superficie pittorica per trasformarsi in vere e proprie installazioni ambientali, capaci di dialogare direttamente con lo spazio circostante. Attraverso giochi prospettici e modulazioni volumetriche, l’artista mette in discussione la percezione dello spettatore e la stabilità dello spazio espositivo. In questo processo il colore svolge un ruolo fondamentale: le campiture cromatiche amplificano gli effetti ottici prodotti dall’interazione tra linee rettilinee e forme curvilinee, che creano movimento e profondità.
L’opera A Possibilidade (The Possibility) si presenta come una sorta di quadro tridimensionale. Attraverso l’uso del cartone, Hernández costruisce forme che si articolano su più livelli, sottraendo il dipinto alla sua tradizionale bidimensionalità e trasformandolo in un oggetto che si proietta nello spazio. Superfici spigolose e scure entrano in dialogo con elementi più morbidi e curvi, caratterizzati da colori luminosi come il giallo, l’azzurro e il rosa. Da questa tensione tra rigidità e morbidezza emerge progressivamente la silhouette di un corpo umano, riconoscibile nelle braccia e nei tratti del volto.
La figura è collocata lungo due angoli della composizione: il vertice dell’angolo divide idealmente la sagoma in due parti. Da un lato la superficie è azzurra, dall’altro rosa, suggerendo simbolicamente una duplice identità, rispettivamente maschile e femminile. La nozione di fluidità non è quindi solo formale ma anche concettuale: due dimensioni opposte si fondono in un unico corpo, mettendo in discussione rigidità e definizione.
All’interno dell’opera si percepisce inoltre una contrapposizione tra due mondi: da una parte quello artificiale, evocato da linee rette e da tonalità scure come il grigio e il nero; dall’altra una dimensione più organica e vitale, caratterizzata da colori accesi e da forme sinuose che generano la presenza antropomorfa.
Anche la parete su cui l’opera è installata partecipa attivamente al processo estetico. Attraverso un gioco illusionistico di riquadri chiari e scuri, disposti secondo un andamento geometrico che in certi punti appare ondulato, lo spazio sembra perdere la propria stabilità.
L’opera appare a tratti quasi dissolversi nella parete, per poi emergere nuovamente con maggiore evidenza. Persino i bordi del quadro sono decorati con una sequenza alternata di campiture colorate, che proseguono e amplificano il ritmo visivo dell’insieme.
Lo sguardo dello spettatore viene così guidato lungo un sistema di linee e contrasti cromatici che generano movimento e dinamismo. A seconda del punto di osservazione, è possibile cogliere differenti decorazioni e stratificazioni delle superfici pittoriche, rendendo l’opera aperta a molteplici interpretazioni e prospettive di lettura, in costante dialogo con lo spazio che la circonda.
Rodrigo Hernández, A Possibilidade (The Possibility), 2018
cartone, cartapesta, acrilico e colore a olio, 43x35x14,5 cm
Courtesy l’artista, ChertLüdde Gallery, Berlin; P420, Bologna; Tanya Bonakdar, New York.

Rodrigo Hernández, A Possibilidade (The Possibility), 2018, cardboard, papier-maché, acrylic, oil color, 43x35x14,5 cm
Courtesy of the artist, ChertLüdde Gallery, Berlin; P420, Bologna; Tanya Bonakdar, New York.
11/03/26