AGRUMI, ARANCIO, LIMONE | NATALY MAIER

Nataly Maier (1957, Monaco di Baviera; vive e lavora tra Milano e Starnberg) dedica un importante nucleo della sua pratica artistica alla foto-scultura, un linguaggio in cui l’immagine bidimensionale si emancipa dal supporto tradizionale per acquisire corpo, volume e presenza tridimensionale. Attraverso questo processo, Maier interroga la percezione dell’oggetto rappresentato, mettendo in discussione il rapporto tra immagine e realtà, tra superficie e spazio. La fotografia diventa un elemento che occupa fisicamente lo spazio e che dialoga con il corpo dello spettatore e con l’ambiente circostante.
Accanto a questa ricerca, un altro asse fondamentale del suo lavoro è l’indagine sul colore e sui meccanismi della percezione visiva e della memoria. Emblematici sono i suoi dittici, in cui una fotografia in bianco e nero viene accostata a una tela dipinta in modo monocromo. Il colore della tela non riproduce direttamente l’immagine fotografica, ma ne evoca la cromia attraverso un processo di associazione mentale. In questo esercizio percettivo, lo spettatore è chiamato a ricostruire il colore assente facendo affidamento sulla propria esperienza e memoria visiva, diventando parte attiva dell’opera.
La sintesi di questi due ambiti di ricerca, la foto-scultura e l’indagine sul colore, si manifesta nell’opera Agrumi, arancio e limone. Il lavoro è composto da due foto-sculture che raffigurano un’arancia (di dimensioni maggiori) e un limone tagliati a metà, di cui sono visibili sia l’involucro esterno sia la sezione interna. Le sculture riproducono forma, immagine e colore dei due agrumi, ma introducono al contempo un esercizio percettivo: mentre la buccia esterna dei frutti è resa con intense cromie: il colore arancione per l’arancia e quello giallo per il limone, la loro sezione interna è rappresentata in bianco e nero.
Questo contrasto tra presenza e assenza di cromia ribalta le aspettative visive e riattiva il meccanismo della memoria: lo spettatore è spinto a completare mentalmente l’immagine, restituendo interiormente il colore mancante. Maier mette in gioco la relazione tra ciò che vediamo e ciò che sappiamo, tra percezione immediata e costruzione mentale, trasformando un soggetto semplice e quotidiano in un dispositivo concettuale che riflette sul funzionamento dello sguardo e sull’esperienza dell’immagine nello spazio.

Nataly Maier, Agrumi, arancio, limone, 1992,
foto, ferro, gesso, 60x60x38 e 31x31x34 cm

07/02/26

Foto, ferro, gesso60 x 60 x 38 cm31 x 31 x 34 cm