CATS | JACK MILROY

William “Jack” Milroy (Glasgow, 1938) sviluppa una ricerca artistica fondata sulla trasformazione di oggetti preesistenti, prevalentemente appartenenti all’universo della carta stampata. Libri, pagine illustrate, copertine e materiali editoriali diventano il punto di partenza per interventi minimi ma estremamente incisivi, attraverso i quali l’artista realizza ritagli, assemblaggi e collage capaci di ridefinire la natura stessa dell’oggetto originario. Le sue opere si configurano come sculture di carta che, pur mantenendo traccia evidente della loro funzione iniziale, acquisiscono una nuova identità visiva e concettuale, ribadendo il potere evocativo delle immagini.
La pratica dell’intaglio del libro costituisce una delle cifre più riconoscibili della produzione di Milroy. L’artista interviene direttamente sul volume senza mai distruggerne completamente l’integrità, ma piuttosto trasformandolo in una presenza tridimensionale che oscilla tra oggetto quotidiano e opera d’arte. Attraverso un linguaggio ironico, sofisticato e debitore della tradizione surrealista, Milroy costruisce immagini che giocano costantemente sul cortocircuito tra contenitore e contenuto, tra significato letterale e traduzione visiva.
In quest’opera, un volume della collana Collins Gem Guide dedicato ai gatti diventa il dispositivo generativo di una nuova forma. Il libro non perde la propria natura originaria, ma viene reinterpretato attraverso un gesto minimo che ne amplifica il significato. Milroy intaglia infatti la copertina del volume, sulla quale sono raffigurati appunto dei gatti, ricavandone sottili strisce di carta che, una volta piegate verso l’esterno, evocano lunghe vibrisse feline. I baffi si sviluppano a partire dal dorso del libro, sul quale compare il titolo “Cats”, che assume così la funzione di centro compositivo dell’opera, mentre i tagli lasciati sulla superficie della copertina rimangono visibili come tracce dell’azione artistica. Tali incisioni ricordano anche dei graffi, quasi che il libro sia stato segnato dalla presenza del gatto stesso, rafforzando il carattere ludico dell’opera.
L’astuzia concettuale di Milroy risiede proprio in questo continuo slittamento tra immagine e oggetto: il libro dedicato ai gatti si trasforma esso stesso in un singolare esemplare, in un processo di immedesimazione ironica che rende inseparabili medium e soggetto rappresentato. L’intervento dell’artista, tuttavia, non mira mai alla distruzione dell’oggetto originario. Come afferma Milroy stesso, il volume potrebbe teoricamente essere ricomposto e ritornare alla sua funzione primaria. La sua essenza rimane intatta, a metà tra memoria dell’uso quotidiano e nuova dimensione scultorea.

Jack Milroy, Cats, 2016,
Costruzione con libro intagliato in una teca di acrilico, 19 x 15 x 11cm.

03/06/26

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