GITARELLA AL FORTINO DEL VERENA DI QUELLE PAZZE RAGAZZE DELLE SIBILLE ASSIEME A QUELLA MUSONA DI CASSANDRA CHE NON NE INDOVINA MAI UNA! | ENRICO ROBUSTI

Gitarella al fortino del Verena di quelle pazze ragazze delle sibille assieme a quella musona di Cassandra che non ne indovina mai una! racchiude nell’insolitamente dettagliato titolo quanto di rappresentato l’opera di Enrico Robusti (Parma, 1957) ci offre: quattro figure femminili che indossano abiti con vistose stampe floreali, su un’auto in corsa, i capelli raffigurati come mossi dal vento. La scena si svolge in una tersa e azzurra luce, dove i colori delle vesti e il trucco marcato sui volti contrastano con il grigio delle rovine sullo sfondo- un fortino, appunto, luogo simbolico per una gita fuori porta.
Il lungo e ironico titolo funge da didascalia e chiave di lettura dell’opera: sebbene le figure siano vestite e truccate in modo contemporaneo e viaggino su un’automobile, il riferimento al mondo classico le colloca in una dimensione temporale distorta, sospesa tra passato e presente.
Alla guida si trova Cassandra, la cui evocazione rimanda alla sacerdotessa e veggente della mitologia greca: Cassandra è la voce inascoltata che profetizza la caduta di Troia senza essere creduta, un episodio cardine del poema e della storia, che Robusti celebra in modo ironico.
Cassandra non è sola, ma accompagnata dalle Sibille, figure profetiche dell’antichità greco-romana, che l’artista reinterpreta con tono giocoso e dissacrante. Il risultato è un cortocircuito tra mito e storia: una scena surreale, priva di riferimenti geografici, che immagina queste protagoniste della storia antica in una gitarella al Forte Verena, costruzione militare della Prima Guerra Mondiale al confine tra Italia e Impero austro-ungarico.
L’estetica espressionista amplifica il senso di spaesamento: le figure sono deformi e grottesche, i volti sono attraversati da smorfie angosciate e ghigni irrequieti, la prospettiva si torce e i colori acidi arrivano a stridere fra loro, la gitarella si tinge di atmosfere cupe.
La forma pittorica di Enrico Robusti ricerca una costante tensione tra dato figurativo e impulso irreale, tra rimandi al presente e citazioni del passato, generando un continuo, ironico, dubbio esistenziale.

Enrico Robusti, Gitarella al fortino del Verena di quelle pazze ragazze delle sibille assieme a quella musona di Cassandra che non ne indovina mai una!
Olio su tela, 208×160 cm, 2024

22/10/25

04 – Enrico Robusti Grande