HOMAGE TO HIERONYMUS BOSH (IL GIARDINO PERDUTO) | WILLY VERGINER

Willy Verginer (Bressanone, 1957) vive e lavora a Ortisei. È un artista e scultore che predilige la matericità del legno, scelta influenzata anche dal contesto in cui è cresciuto e si è formato: la Val Gardena, in Alto Adige, territorio tradizionalmente legato all’arte dell’intaglio. Il rapporto con questa area delle Dolomiti, emerge non solo nei materiali utilizzati, ma soprattutto nei temi che l’artista sceglie di affrontare. I paesaggi alpini, la natura incontaminata, la flora e la fauna diventano simbolo di una bellezza ancestrale che resiste all’avanzare della modernità e della tecnologia, un baluardo di significati e memorie condivise.
Da queste premesse nasce il progetto Giardino Perduto, che mette in dialogo l’Eden biblico con un ideale paradiso terrestre alpino. Non a caso l’installazione è stata concepita per gli interni della chiesa di San Barnaba a Bondo, in Trentino. Il lavoro site-specific prevedeva una serie di statue in legno dipinte, raffiguranti animali ed esseri umani distribuiti lungo la navata e l’altare, a guidare il visitatore verso lo spazio sacro e a suggerire riflessioni su memoria e presente, sul rapporto tra animale e uomo e sulla responsabilità che quest’ultimo ha nei confronti dell’ambiente.
A questa serie appartiene la scultura Homage to Hieronymus Bosch (Omaggio a Hieronymus Bosch), in cui un bambino seduto, con una gamba sollevata, porge un frutto a un corvo posato sulla punta del suo piede. Come indica il titolo, l’opera costituisce un tributo al grande pittore fiammingo e al suo complesso trittico Il Giardino delle Delizie, ricco di scene bibliche e visioni simboliche. Il corvo, primo animale citato nella Genesi, liberato da Noè dopo il diluvio, ancor prima della colomba, assume qui un ruolo narrativo preciso. In questo incontro sospeso tra il bambino e il corvo, Verginer condensa una riflessione che parla tanto del passato quanto del nostro presente. L’atto dell’offerta, semplice, quasi istintivo, può essere interpretato come un invito al dialogo tra umanità e natura, un gesto di cura che tenta di riallacciare un equilibrio ormai compromesso.
La centralità di questo gesto è sottolineata da Verginer attraverso una decisa linea di verde acceso, tracciata proprio nel punto d’incontro tra la mano che stringe il frutto e il piede che sostiene l’animale. È l’unica porzione dell’opera ad essere dipinta, mentre il resto rimane nel nitido colore naturale del legno: un accento simbolico che cattura lo sguardo e condensa il significato dell’intera scena, una traccia cromatica che illumina simbolicamente ciò che abbiamo interrotto e ciò che potremmo ancora ricucire.

Willy Verginer, Homage to Hieronymus Bosch, tiglio, colore acrilico, 153x91x56cm.

27/12/25

Homage to Hieronymus Bosch, tiglio, colore acrilico, 153x91x56cm (1) Grande