MAN | ERIK KESSELS, KAREL DE MULDER

Erik Kessels (1966, Paesi Bassi) è un artista visivo che ha fatto della fotografia il fulcro della sua pratica. Il suo lavoro si sviluppa a partire dal recupero di immagini d’archivio, spesso anonime o dimenticate, e attraverso un processo di rielaborazione le reinserisce in un nuovo contesto. La fotografia, per Kessels, non è mai un documento neutro, ma un linguaggio da manipolare e reinterpretare per svelare dinamiche culturali e sociali.
Karel De Mulder (1985), che vive e lavora a Bruxelles, condivide un’attitudine affine. Il suo lavoro nasce dall’elaborazione di idee astratte che si trasformano progressivamente in concetti artistici, assumendo forme diverse a seconda delle necessità progettuali. La sua pratica è capace di spostarsi dal piano intellettuale a quello materiale con un’attenzione al valore concettuale del risultato.
La collaborazione tra Kessels e De Mulder ha dato vita al libro fotografico Man. L’opera si compone di 768 pagine, tutte dedicate a fotografie d’archivio in cui ricorre il medesimo schema: un uomo posizionato al centro dell’immagine, circondato da figure femminili. Nello scatto originale, l’uomo è il perno dell’immagine, punto focale verso cui converge l’attenzione, mentre le donne occupano posizioni marginali, collocate ai lati come comparse.
La nuova impaginazione del volume produce un effetto provocatorio: la figura maschile, posizionata esattamente al centro della pagina, viene irrimediabilmente tagliata in corrispondenza della rilegatura del libro. Ciò che un tempo era simbolo di autorità e centralità si dissolve inevitabilmente. La scelta progettuale assume un significato ironico e critico allo stesso tempo: l’uomo, che con la sua pretesa di predominanza occupava lo spazio principale, diventa vittima della stessa posizione di privilegio, condannato a sparire, o comunque a risultare censurato.
Questa dinamica ribalta i ruoli tradizionalmente assegnati: le donne, solitamente relegate ai margini dell’immagine, restano invece visibili e intatte, mentre la figura maschile si dissolve nel processo di impaginazione dettato dall’oggetto stesso. Il gesto degli artisti non è quello di un intervento diretto e autoritario, ma piuttosto di una messa in scena del destino inevitabile delle gerarchie di genere: il patriarcato, che costruisce l’uomo come fulcro visivo e sociale, porta con sé anche la propria condanna, in questo caso, rappresentato da un taglio simbolico.
Man diventa così una rilettura critica della fotografia d’archivio, trasformando immagini del passato in strumenti di riflessione sul presente. Il libro non è soltanto un oggetto artistico, ma un supporto concettuale che sollecita interrogativi sulla costruzione dei ruoli di genere e sulla capacità dell’arte di sovvertire simbolicamente i meccanismi di potere.

Man, Erik Kessels e Karel De Mulder
Colori, 11 x 16 cm, 768 pagine, libro con copertina flessibile.
Pubblicato da RVB BOOKS, Parigi, 2025.

04/10/25

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