Nature (primal / modern / post nature) is always imbued with mystery. Elena Aya Bundurakis (Creta, 1988) si immerge in questo mistero impiegando vista e tatto come organi di senso accessori alla macchina fotografica, alla ricerca delle relazioni e interazioni tra le 4 F: Flesh, Flood, Flora, Fauna.
La nostra percezione risulta sempre limitata, per non dire inadeguata, a muoversi in questo ambiente post-umano: adattamento, evoluzione sembrano essere più ad appannaggio di specie di funghi o di organismi semi-viventi con patrimonio genetico di sei lettere invece delle normali quattro. Chi sopravviverà o chi ci sopravviverà, sembra essere ‘la’ domanda che Bundurakis sottende alla sua serie Eating Magma, combinando fotografia, disegni, collage in un universo collaborativo e morfologicamente sorprendente.
L’indagine si muove a partire dal dato visivo, una possibilità che viene aumentata grazie allo strumento ottico, in grado di svelarci tanta parte per noi invisibile di questo ‘altro da noi’ vivente, costituito da dinamiche di sussistenza e abitudini, esattamente come l’essere umano.
Il ritratto di Roulis ci mostra esattamente questa dinamica: l’occhio del gatto è un’opera d’arte dell’evoluzione, progettato per consentire la caccia in condizioni di luce diurna e notturna, garantendo l’approvvigionamento del cibo e quindi la sopravvivenza. Ma cosa accade se l’occhio è uno solo? Cosa accade cioè se la nostra capacità di interagire e reagire all’ambiente è difettata, menomata?
Roulis è la metafora di una cecità, quella dell’essere umano, che non riesce o non vuole vedere come sta progettando, costruendo e di conseguenza vivendo, un mondo in cui, da cacciatore, si sta mutando in preda.
Il lavoro di Bundurakis ci offre questa cruda riflessione in modo elegante e poetico, quasi sussurrato, accogliendo prima di tutto la propria esperienza di vita, l’essere cioè nata e cresciuta da madre giapponese e padre greco. Con l’incontro di queste culture millenarie costruisce uno Stream of Consciousness visivo, in cui il dettaglio e l’elemento riconoscibile si alternano, in un flusso appunto, di protagonisti, che sono animali o umani, vegetali o semi sintetici, ma che soprattutto e sopra ogni cosa, sono, comunque, vitali.
Elena Aya Bundurakis
Roulis, 2018
Archival inkjet print
55,5×37 cm
©Elena Aya Bundurakis
04/07/26