THE BOOK OF EVIL SPIRITS | CHIARA FUMAI

Chiara Fumai (Roma, 1978 – Bari, 2017) ha intrecciato linguaggi visivi e performativi in un dialogo costante tra arte, politica e spiritualità. La sua pratica, fortemente influenzata da temi esoterici e studi del pensiero femminista, ha dato voce a figure marginali, ribelli e dimenticate della cultura alternativa. Con performance, installazioni e video, Fumai ha costruito un linguaggio che sfida l’autorità e sovverte le narrazioni dominanti, restituendo potere e presenza a soggetti storicamente silenziati.
In una scena di The Book of Evil Spirits, opera video realizzata nel 2015, l’artista rappresenta una seduta spiritica: una medium, con gli occhi bendati, poggia le mani su una tavola Ouija nel tentativo di comunicare con una dimensione ultraterrena. Sul tavolo, una candela accesa e una sfera di cristallo contribuiscono a creare un’atmosfera densa di misticismo. L’immagine, tuttavia, va oltre la mera evocazione dell’occulto: diventa metafora del dialogo con le voci del passato e del recupero di una memoria collettiva rimossa. Per questa opera, Chiara Fumai si ispira alla figura di Eusapia Palladino, celebre sensitiva e spiritista italiana dell’Ottocento, protagonista di numerose sedute spiritiche a cui presero parte personalità di rilievo come lo zar Nicola II e la scienziata Marie Curie. La narrazione di quegli incontri è filtrata qui attraverso la figura dello scienziato e astronomo francese Camille Flammarion, contemporaneo di Palladino, che compare sopra la candela, come testimone e commentatore di quanto accade. La sua presenza introduce un punto di vista “razionale” e maschile che contrasta con la dimensione “irrazionale” e femminile del rito medianico, sottolineando la tensione tra conoscenza scientifica e sapere occulto.
Il mondo soprannaturale, nell’immaginario di Fumai, diventa una zona di resistenza e di sovversione. Le medium, le streghe, le eretiche e le visionarie del passato sono figure che incarnano una forma di dissidenza contro l’ordine patriarcale e razionalista della modernità. Spesso considerate pericolose o deviate, queste donne sono state confinate ai margini della società e della storia. Con la sua pratica artistica, Chiara Fumai le riporta al centro del discorso, interrompendo il processo di cancellazione e di oblio a cui la cultura dominante le aveva destinate. L’artista costruisce un archivio immaginario di figure che hanno saputo e voluto opporsi ai meccanismi di potere. Gli spiriti evocati nei suoi lavori diventano emblemi dei pregiudizi e delle paure della società borghese, che tende a respingere tutto ciò che non può controllare. L’artista trasforma così la dimensione spiritica in un atto politico: un gesto di restituzione simbolica e di riscatto, in cui la voce dei fantasmi diventa quella della ribellione e della memoria.

Chiara Fumai, The Book of Evil Spirits, 2015,
Video monocanale
colore, suono
Durata: 26 minuti e 24 secondi
video still
Courtesy Archivio Chiara Fumai

15/10/25

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