In Untitled, Patrick Wack ritrae un uomo di spalle, con un’aquila appoggiata sulla spalla. La scena si svolge sul lungomare di Berdiansk, affacciato sul Mar d’Azov, in Ucraina. L’inquadratura è composta con equilibrio formale, e i toni caldi e patinati dell’immagine suggeriscono un’atmosfera di contemplazione, quasi di raccoglimento interiore. L’opera si rivela però ambigua, perché dietro l’apparente quiete si cela un contesto geopolitico drammatico. La fotografia fa parte di un progetto a lungo termine che Wack ha sviluppato durante i suoi viaggi annuali nella regione. Attraverso scorci di paesaggio e ritratti raccolti sulle rive del Mar d’Azov, l’artista documenta una realtà in bilico. La dimensione apparentemente serena dell’estate, con i suoi simboli di leggerezza e svago, si scontra con l’eco costante della guerra e della devastazione. A partire dal 2014, con l’inizio del conflitto nel Donbass, la zona è stata profondamente segnata dall’occupazione militare russa e da gravi tensioni geopolitiche. Il Mar d’Azov, un tempo luogo di villeggiatura e commercio, è diventato progressivamente teatro di scontri e rivendicazioni territoriali.
È proprio questo dualismo sottile, mai esplicito ma fortemente percepibile, che costituisce il cuore del progetto di Wack. La bellezza apparentemente neutra del paesaggio si carica di significati latenti, mentre i gesti semplici dei suoi soggetti si trasformano in atti di resistenza silenziosa o in metafore dell’instabilità del presente. Lo spettatore si trova così di fronte a una fotografia che non denuncia, ma suggerisce; non mostra l’orrore, ma lo lascia intuire nelle pieghe della normalità.
Patrick Wack (1979, Cannes, Francia) è un fotografo francese che vive e lavora a Parigi. La sua pratica si distingue per un approccio documentaristico, attento alle dinamiche socio-politiche del presente e alle trasformazioni silenziose dei territori che attraversa. Le sue immagini costruiscono narrazioni visive che mettono in relazione l’uomo con il paesaggio e con la Storia.
L’articolo si inserisce nel focus che Generazione Critica dedica, nel mese di agosto, al festival Les Rencontres de la Photographie di Arles. In questa occasione, Patrick Wack partecipa con la serie Azov Horizons, esposta presso l’Abbaye de Montmajour. Il lavoro dell’artista ci invita a osservare ciò che resta o ciò che resiste in luoghi squarciati dalla storia, trasformando il paesaggio in archivio visivo e la fotografia in forma di testimonianza sommessa ma potente.
Patrick Wack
Untitled, Anatoli from Kharkiv and his eagle on the seafront of Berdiansk, Ukraine, Summer 2021.
Courtesy of the artist.
27/08/25