Luis Gabriel Sanabria (1993) è un artista portoricano originario di San Juan. Oltre a esprimersi attraverso la fotografia, il video e la performance, ha approfondito negli anni la conoscenza della lavorazione dell’argilla, formandosi accanto a maestri ceramisti e artigiani locali. Il forte legame con questo materiale lo ha condotto a sviluppare una ricerca sempre più orientata ai temi della sostenibilità e della valorizzazione delle risorse del territorio. Tale percorso lo ha portato a lavorare con argille locali e a collaborare con comunità indigene dell’Amazzonia, apprendendo tecniche ceramiche tradizionali e ancestrali. I progetti di Sanabria si configurano così come una rilettura contemporanea di pratiche artigianali radicate nella tradizione, coniugate a una sensibilità critica e consapevole.
L’intento di celebrare e interrogare l’identità del proprio territorio attraversa in modo costante la sua produzione artistica. Le sue opere si presentano come strumenti di narrazione individuale e collettiva, attraverso i quali racconta storie capaci di restituire l’intimità, la complessità e l’eterogeneità delle culture caraibiche. In particolare, Sanabria sceglie di veicolare questi contenuti attraverso le estetiche pop, colorate e spettacolari del carnevale. Maschere e travestimenti diventano così protagonisti della sua ricerca. Centrale è il tema della costruzione dell’identità e delle sue molteplici possibilità espressive: la maschera consente infatti di rappresentare chiunque, aprendo uno spazio di libertà e trasformazione che l’artista mette in scena anche nelle sue performance fotografiche e video.
Al centro della sua ricerca si collocano le maschere Vejigante, appartenenti alla tradizione folkloristica portoricana. Caratterizzate da colori vivaci e sgargianti, rappresentano creature mostruose e demoniache dai tratti volutamente esagerati e intimidatori e vengono tradizionalmente indossate durante feste popolari e sfilate. Le loro origini risalgono alla tradizione cattolica spagnola, dove figure simili erano associate alla celebrazione della vittoria dei cristiani sui musulmani. Con il tempo, queste maschere venivano realizzate utilizzando materiali organici, decorate con colori vivaci e impiegate durante le festività religiose per suscitare timore nei fedeli e rafforzarne l’adesione ai valori della Chiesa. Con la colonizzazione, la tradizione giunse a Porto Rico, dove si fuse con la cultura locale assumendo nuove forme e significati. Tuttavia, la storia di queste maschere conserva una dimensione legata a dinamiche di controllo, imposizione culturale e dominio patriarcale.
Sanabria si appropria di questo simbolo profondamente radicato nella cultura del proprio paese per trasformarlo in uno strumento di affermazione e libertà, svincolandolo dalla sua eredità coloniale. La maschera copre, nasconde e cela; allo stesso tempo può offrire uno spazio di sicurezza e riparo dal giudizio altrui. In Vejigante Primario II emerge il volto di una creatura demoniaca, dotata di lunghe corna policrome, fauci spalancate da cui sporgono zanne e denti affilati e una lunga lingua rossa. Privato del suo significato originario, il travestimento assume qui una forza dirompente attraverso cui esprimere e affermare la propria identità.
Luis Gabriel Sanabria, Vejigante Primario II, 2023
ceramica, smalti industriali, 76 × 30 × 25 cm.
24/06/26