FORGET-ME-NOTS BLOOM IN JANUARY | MARTA WOJNAROWSKA-OLSZEWSKA

Quante volte capita di ricordare un episodio, un evento, solamente dopo aver rivisto una sua fotografia? E come, da quel ricordo riemerso, possano scaturirne altri, altre memorie. La fotografia ha infatti cambiato profondamente il nostro modo di conservare i ricordi, di fissare istanti, persone e luoghi nel tempo.

Cosa accade però quando, al posto del ricordo successivo, c’è un vuoto e la catena si spezza?
È a partire da questa riflessione che Marta Wojnarowska-Olszewska, fotografa e architetta del paesaggio, sviluppa il progetto Forget-me-nots bloom in January. Tutto nasce da una realtà con cui l’artista stessa si è dovuta confrontare: la diagnosi di demenza di sua madre. Davanti a domande senza risposta, Wojnarowska-Olszewska ha scelto la fotografia come strumento per confrontarsi con ciò che stava accadendo alla madre e, di riflesso, alla sua stessa vita. L’artista stessa spiega: “La mia pratica artistica si fonda sulla fotografia come strumento per esplorare esperienze personali e condivise. Mi interessa il modo in cui le storie individuali si intrecciano con contesti sociali ed emotivi più ampi e come possano essere tradotte in un linguaggio visivo.”

Come funziona la memoria? Se l’essere umano è fatto delle esperienze che ha vissuto, cosa accade quando non le ricorda più? Cosa succede alla propria identità quando non si ricorda più chi si è, chi si è stati fino a quel momento?
Forget-me-nots bloom in January è molto più di un progetto fotografico: è una riflessione su ciò che rimane di noi quando la memoria comincia a venir meno.
L’artista recupera immagini dall’archivio di famiglia e, insieme alla madre — rendendola così co-autrice —, le ha segnate, scritte, tagliate, rielaborate. Attraverso questi gesti, la perdita e la trasformazione dei ricordi diventano tangibili. Per cercare invece di tenere traccia di piccoli scarti, gesti ed errori quotidiani, ha fotografato frammenti apparentemente insignificanti della realtà, come una tazza piena di tè dalla quale cola una goccia che lascia a sua volta una scia. Niente di straordinario, eppure, a modo suo, estremamente potente. La goccia che si espande sempre di più, che bagna la tovaglia, che bagnerà la mano che di lì a poco prenderà la tazza. È così che funzionano i ricordi? Si disperdono in questo modo? Attraverso una piccola via di fuga, una sottile linea di confine, svaniscono.
Wojnarowska-Olszewska ha cercato di ritrarre sua madre, di preservare la sua immagine e la sua presenza tanto nella fotografia quanto nella memoria. Si tratta di fotografie intime, quasi silenziose, attraverso le quali è possibile percepire il calore del rapporto tra madre e figlia.
Forget-me-nots bloom in January diviene testimonianza di un’esperienza intima e di una paura universale, quella di perdere la memoria e, insieme ad essa, se stessi. Ecco che le fotografie dell’artista divengono come i piccoli fiori blu evocati nel titolo: un monito al ricordo, la volontà di lasciare una traccia di sé.

Immagine: Marta Wojnarowska-Olszewska, Forget-Me-Nots Bloom in January, 2022
From the series Forget-Me-Nots Bloom in January. Photography, archival print on acid-free paper, Fogra Certificate 28681, 30 × 45 cm.
© Marta Wojnarowska-Olszewska. All rights reserved.

Il progetto Forget-me-nots bloom in January di Marta Wojnarowska-Olszewska ha vinto la categoria Conceptual Photography dei FotoSlovo International Photography Awards 2026.

30/09/26

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