Nell’Horse Day ritratto da Mohamed Bourouissa si celebra la documentazione di una parata simbolica e liberatoria, frutto di oltre 8 mesi di lavoro. Il cavallo evocato nel nome della giornata di festa pare essere un pretesto più che il protagonista ma senza che questo vada a comprometterne dignità e presenza, anzi.
Il contesto è ciò che sorprende e allo stesso tempo intriga: un sobborgo periferico di Philadelphia in cui una comunità di giovani volontari afroamericani si impegna nell’organizzazione e realizzazione di una competizione equestre, a scopo sociale e solidale. Bourouissa ha vissuto e lavorato insieme a loro per creare un film con i cavalieri di quella che diventa una vera e propria scuderia urbana, decontestualizzando la canonica e classica ambientazione western del film americano di genere. Questo cambio di set e di paesaggio è una deliberata de-locazione funzionale al messaggio che Bourouissa persegue, porre cioè l’attenzione sulle eredità del colonialismo e le realtà contemporanee di disuguaglianza razziale e socioeconomica.
Bourouissa costruisce una coerente ricerca poetica che prende in esame le società contemporanee, scegliendo di osservare, conoscere e documentare gruppi e individui in condizioni di emarginazione, “lasciati indietro al bivio tra integrazione ed esclusione”, come dichiara l’artista, ma che trovano modi e applicano strategie per affrontare e superare la loro situazione.
Sella, briglie, redini, staffe… nulla è trascurato e allo stesso tempo reinterpretato e ridisegnato, nei materiali e nell’estetica, nulla è come ci si aspetterebbe ma tutto è assolutamente coerente. Lo sguardo è irrimediabilmente attratto da dettagli cangianti e insoliti, tutto è giusto eppure (oppure) non lo è.
Horse Day, 2014
Color photograph
Photo by Lucia Thomé
© Mohamed Bourouissa ADAGP
Courtesy of Mennour Archives, Paris
24/09/25