PREDICTING HISTORY: TESTING TRANSLATION | LUBAINA HIMID

Lubaina Himid (Zanzibar, 1954) utilizza la pittura come strumento per dare voce a storie, esperienze e identità a lungo marginalizzate da una narrazione dominante. La sua ricerca artistica affronta temi quali la migrazione, la schiavitù, le disuguaglianze di genere e di classe, mettendo in discussione i canoni della tradizione occidentale e restituendo centralità a coloro che, per lungo tempo, sono stati esclusi dalla rappresentazione storica e culturale.
Questi aspetti emergono con chiarezza anche nell’installazione Predicting History: Testing Translation, in cui una serie di grandi dipinti raffigura personaggi intenti nello svolgimento della propria attività lavorativa. Architetti, sarti, cuochi e altre figure professionali diventano i protagonisti di una narrazione che riflette sulle difficoltà dell’adattamento, della traduzione culturale e dell’inserimento in nuovi contesti sociali e geografici. Il lavoro assume così un valore simbolico, rappresentando non soltanto un mezzo di sostentamento, ma anche uno strumento attraverso cui costruire un senso di appartenenza e ridefinire la propria identità. In uno dei dipinti vengono raffigurate due figure femminili raccolte attorno a un tavolo da lavoro. La presenza di forbici, pigmenti colorati, tessuti e altri strumenti suggerisce che possano essere sarte, impegnate nella realizzazione o nella progettazione di abiti. Questa interpretazione è rafforzata anche dagli altri pannelli dell’installazione, nei quali l’artista introduce motivi decorativi a righe, quadri e fiori, richiami evidenti alle trame e ai pattern tipici delle stoffe. Tali elementi non hanno una funzione puramente ornamentale, ma contribuiscono a costruire una riflessione sulla memoria, sulla tradizione artigianale e sul patrimonio culturale che accompagna i processi migratori.
Le grandi dimensioni delle tele, l’intensità dei colori e le ambientazioni sospese tra realtà e immaginazione catturano immediatamente l’attenzione dello spettatore. Una volta attratto dall’impatto visivo dell’opera, lo sguardo si concentra sui soggetti rappresentati e sulle loro storie, che invitano a riflettere sul desiderio di appartenenza, sulla ricerca di un’identità condivisa e sulle sfide poste dall’incontro tra culture diverse. Attraverso la rappresentazione del lavoro e delle pratiche quotidiane, Himid propone una narrazione che intreccia memoria, tradizione e inclusione, restituendo dignità e visibilità a esperienze spesso rimaste ai margini della storia ufficiale.

L’installazione è presentata alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (2026), all’interno del Padiglione della Gran Bretagna ai Giardini, nel contesto della mostra Predicting History: Testing Translation, curata da Ese Onojeruo.

61 Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
In Minor Keys
A cura di Koyo Kouoh
dal 9 maggio a al 22 novembre 2026
Pavilion of Great Britain, Predicting History: Testing Translation
Photo by: Andrea Avezzù
Courtesy: La Biennale di Venezia

19/08/26

AVZ-GRAN BRETAGNA-7097 Grande