L’artista e illustratrice moldava Ana Terral realizza opere su carta che combinano l’uso dell’inchiostro ad alcool con una delicata gamma di tonalità pastello. Attraverso un linguaggio visivo essenziale, la sua pratica esplora la dimensione della quotidianità, traducendo esperienze personali, ricordi e percezioni in immagini che affrontano temi condivisi e universalmente riconoscibili.
Il progetto Surface Memory nasce come un diario visivo in cui la memoria tattile si intreccia alla vulnerabilità del corpo e ai segni, fisici ed emotivi, lasciati dalla cultura materiale. Attraverso una serie di dittici, l’artista riflette sul rapporto tra gli oggetti che popolano l’immaginario contemporaneo e gli effetti che essi producono sul corpo e sulla memoria.
Ogni opera è composta da due immagini strettamente connesse. Nella parte superiore compaiono oggetti appartenenti alla sfera del desiderio, della moda e della cultura del consumo presentati con un linguaggio visivo essenziale e accattivante. Nella parte inferiore, invece, l’attenzione si sposta sulle tracce che quegli stessi oggetti lasciano sul corpo: piccoli segni, arrossamenti, pieghe o impronte che tutti, almeno una volta, hanno sperimentato.
Questi segni non sono soltanto conseguenze fisiche e tangibili, ma diventano testimonianza di un’esperienza psicologica e culturale condivisa. Attraverso di essi, Terral riflette su come gli oggetti influenzino il nostro modo di percepirci e di abitare il corpo, fino a contribuire alla costruzione di comportamenti, abitudini e modelli sociali.
Se nell’immagine superiore viene raffigurata una collezione di rossetti dalle vivaci tonalità del rosso e del rosa, evocando un immaginario glamour e pop, nell’immagine sottostante compare invece una bocca sulla quale sono visibili i residui del rossetto, quei segni antiestetici che spesso affiorano dopo alcune ore di utilizzo. Un dettaglio apparentemente banale che richiama immediatamente una sensazione di disagio e di lieve frustrazione, facilmente riconoscibile da chiunque abbia vissuto un’esperienza simile.
Lo stesso meccanismo è presente in altri lavori della serie, dove un paio di occhiali da sole viene accostato al solco lasciato sul ponte del naso, oppure un’elegante scarpa décolleté ai segni, alle vesciche e alle abrasioni provocate dallo sfregamento dopo una lunga giornata. In ciascun caso, l’oggetto desiderabile e la traccia che produce sono messi in dialogo, evidenziando l’equilibrio tra attrazione, consumo ed esperienza corporea.
Attraverso immagini essenziali ma estremamente evocative, Ana Terral trasforma esperienze individuali in una memoria collettiva. Le sue illustrazioni non si limitano a rappresentare il corpo, ma riescono a suggerire sensazioni tattili e ricordi condivisi.
Ana Terral, Surface Memory, 2026
Inchiostro ad alcool su carta
Dittici in formato A5, 15 × 20 cm
11/07/26