La ricerca artistica di Anna Perach (nata in Ucraina nel 1985, attiva a Londra) si concentra sulla figura femminile, interrogando i processi di demonizzazione e oggettificazione che ne hanno segnato la rappresentazione nei secoli. La donna, additata come strega o incarnazione del male durante l’età medievale e moderna, viene successivamente sottoposta a una nuova forma di violenza simbolica durante l’Illuminismo: l’analisi anatomica e la vivisezione. In tale contesto, il corpo femminile non è più soltanto perseguitato, ma diventa oggetto di studio “scientifico”, interpretato come un enigma da risolvere per giustificare una presunta natura deviante.
Questa la premessa storica che origina il lavoro di Perach, che attinge all’immaginario delle Veneri anatomiche, sculture didattiche in cera utilizzate per la formazione medica. In queste figure, il corpo sezionato è esibito come un oggetto disponibile allo sguardo maschile, contribuendo alla costruzione di un ideale femminile passivo, ridotto a materia da indagare.
L’opera The Hysteric, realizzata attraverso la tecnica del tufting – un procedimento tessile che consente l’inserimento di filati su un supporto, tradizionalmente usato per la creazione di tappeti e arazzi – incarna con forza visiva queste riflessioni. L’iconografia dell’opera si ispira a un disegno di Hans Baldung Grien, artista tedesco attivo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, noto per i suoi lavori carichi di erotismo, ambiguità e tensione tra sacro e profano. L’immagine citata mostra una donna nell’atto di defecare: un gesto che, nel contesto iconografico dell’epoca, si carica di significati osceni, trasgressivi e demonici.
L’opera di Perach viene rielaborata con elementi grotteschi e inquietanti. Una creatura demoniaca è avvinghiata alla gamba della donna, suggerendo un legame perverso. Il capezzolo annerito da cui la bestia sembra essersi nutrita richiama simbolicamente l’idea di un “latte satanico”, mentre l’altro seno, sezionato, allude all’indagine scientifica e alla volontà di sezionare la femminilità per comprenderla (o dominarla). La coda serpentina del demone, che si insinua tra le gambe della figura femminile, e la lingua sporgente, amplificano la carica sensuale e demoniaca della composizione.
Il corpo della donna è rappresentato in una posizione contorta e convulsa, evocando una crisi isterica, isteria che viene qui attualizzata come un’icona della repressione femminile.
Anna Perach
The Hysteric, 2023
filato Axminster tufted e legno di pino
140 x 190 x 6 cm
Courtesy ADA, Rome
Foto di Roberto Apa
31/05/25